Cassa comune a scuola? Basta colletta a mano, molto meglio le app e i siti internet

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Erica Re
communication and marketing specialist
rientro a scuola

In questo post parliamo di:

  • La colletta scolastica
  • I nuovi strumenti messi a disposizione dalla tecnologia
  • La necessità di veicolare soldi ma anche le comunicazioni

Che la colletta a scuola sia sempre stata una costante per far fronte alle esigenze base di alunni e professori è un dato di fatto. A cambiare nel tempo, semmai, sono gli obiettivi per cui viene organizzata: se fino anche solo al decennio scorso si puntava a dizionari, cancellini e cartine geografiche, ora inevitabilmente lo sguardo è spesso rivolto alle nuove tecnologie. E difatti a spingere docenti e alunni a "unire le forze" è nella maggior parte dei casi l'acquisto di un proiettore, di una lavagna luminosa o persino di una videocamera con cui valorizzare il lavoro di gruppo. Ma non solo: ha fatto parlare di sé a Genova una scuola primaria del centro storico, per la cui modernizzazione si è mobilitato un altissimo numero di famiglie, mettendo a disposizione tempo e denaro. 

Nella pratica, cosa si usa ora?

Indipendentemente però dalla cifra che è necessario raccogliere, è un fatto che il problema maggiore da dover affrontare è come gestire la raccolta del denaro e allo stesso tempo come tenere informati tutti i partecipanti. 

Secondo una ricerca effettuata dal sito Schoolraising.it, il 75% dei docenti intervistati è infatti favorevole all'utilizzo di nuove tecnologie per collette di classe ma anche l'85% dei genitori pagherebbe volentieri on line. In realtà, nell'ultimo anno scolastico i pagamenti per la cassa comune sono avvenuti a mano da parte di uno studente (55%), di un genitore (16%), via bollettino postale (42%) o bonifico bancario (29%). 

È evidente però la necessità di individuare nuove soluzioni per raccogliere la cifra stabilita: e difatti se prima bastava il classico passaparola fuori da scuola, ora la tendenza è quella di ricorrere al mondo della tecnologia: che anche in questo caso, fiutata l'esigenza, sta rispondendo con soluzioni ad hoc. 

E cosa sarebbe meglio usare?

Una di queste è sicuramente Tinaba, l'app gratuita di gestione del denaro che, senza commissioni, consente ai suoi utenti di creare una vera e propria cassa comune dove confluiscono le somme dei singoli partecipanti, permettendo allo stesso tempo di tenere traccia di ogni pagamento effettuato e di redistribuire in automatico la somma non spesa a tutti coloro che hanno contribuito. 

Ma assolutamente degna di menzione è anche il già citato Schoolraising.it, basato sulla convinzione che le iniziative e i progetti scolastici abbiano ricadute positive sull'intera comunità e quindi sul benessere collettivo. L'idea è quindi quella di aprire un "wallet di classe" con cui avviare le piccole raccolte necessarie all'acquisto di oggetti o alle quote per i viaggi di istruzione. 

Un altro strumento utile è ScuolaPay, una vera e propria piattaforma che aiuta genitori, scuole e rappresentanti di classe a gestire i pagamenti per le varie esigenze che si susseguono durante l'anno: pensiamo ad esempio alle gite, alle attività scolastiche, ai regali per gli insegnanti o ai servizi e alle rette. Una bella comodità, che infatti è testimoniata dai dati vantati dalla stessa ScuolaPay: 3.800.000 euro transati e 35.000 utenti che la utilizzano. Un ulteriore dettaglio da non trascurare: ScuolaPay premia ogni scuola in base agli importi raccolti. 

Non pensata specificatamente per la scuola, ma facilmente applicabile anche a questo mondo, è il sito Collettiamo.it: si crea infatti una "busta digitale" (per rendere l'idea, il principio è quello della lista nozze), si invitano gli amici a condividere il link tramite i diversi social, quindi si raccolgono i "contribuit" dei partecipanti, che possono pagare con una carta di credito o una prepagata. A quel punto si potrà utilizzare la somma raggiunta, richiedendo un bonifico sul proprio conto o regalando la busta a un altro soggetto. 

Ma sullo stesso principio sono impostati anche altri siti come ad esempio Growish.com o Splitit.it.

Tanti sono quindi gli strumenti a disposizione ma per tutti vale lo stesso obiettivo: mettere in contatto le scuole con quei cittadini che desiderano contribuire attivamente al miglioramento della scuola pubblica. Il che, più che una volontà, è ormai una necessità.

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Erica Re

Un passato come giornalista e docente di giornalismo; un presente come esperta di comunicazione, marketing e scrittura efficace