"Bitcoin ed ETF? una terribile idea"

Bitcoin ETF

Non ha usato mezzi termini il guru del bitcoin Andreas Antonopoulos (autore dei libri The Internet of Money e Mastering Bitcoin). “Sono contro gli ETFs” e “Credo che i Bitcoin ETFs siano una terribile idea” ha infatti dichiarato nell'ultimo dei suoi consueti video appuntamenti Bitcoin Q&A. 

Ricordiamo che nell'ultimo periodo la SEC (Security and Exchange Commission) ha posto il veto al lancio di nuovi strumenti finanziari basati su Bitcoin. E' stato così, ad esempio, quando lo scorso 23 agosto ha negato l'accesso al mercato a 9 ETF di ProShares perché l'exchange non avrebbe rispettato i requisiti dell'Exchange Act e le Rules of Practice della commissione, soprattutto quelli relativi alle regole per prevenire frodi e atti o pratiche manipolatorie. Rigettata anche la richiesta relativa all'ETF di Direxion, mentre sono in attesa di approvazione anche il nuovo ETF Bitwise e l'ETF di CBOE VanEck/SolidX.

Leggendo le motivazioni del documento della commissione, non si tratta però di bocciature definitive per questa nuova asset class, anche perché la SEC analizza ogni dossier in modo separato. ETF sta per Exchange Traded Fund o fondo negoziato in borsa. Si tratta infatti di fondi quotati in borsa, che replicano la performance di un indice, raggruppando per esempio diverse azioni. Nel caso di bitcoin si avrà un fondo che detiene bitcoin e che vende azioni, le quali possono essere acquistate da potenziali clienti tramite il loro conto. Quindi l’idea è quella di accumulare un numero rilevante di bitcoin, e renderli simili a strumenti e prodotti finanziari scambiabili sui mercati in modo simile alle azioni. Si tratterebbe dunque di prodotti più flessibili dei futures su bitcoin e scambiabili su base giornaliera.

In questo contesto, la voce di Antonopoulos fa riflettere. Se è infatti convinto che l'avvento di un ETF basato su Bitcoin sia imminente, insiste però sul fatto che l'implicazione a lungo termine di tale fondo farà più danni che benefici alla criptovaluta originale. Perché? E' tutta questione di intermediari.

Antonopoulos ha descritto un ETF come un fondo che ha un custode o un manager che crea uno strumento finanziario che può essere scambiato come un titolo ma, nel vero senso della parola, non è uno stock. Questo sistema di investimento consentirebbe infatti alle persone di acquistare le azioni finali come "titoli" attraverso i loro intermediari regolari. In pratica, in questo caso gli investitori non possiedono Bitcoin reali. Semplicemente possiedono azioni di Bitcoin di proprietà e detenute dal custode. Quindi, in sostanza, l'ETF fornirebbe agli operatori di mercato solo la possibilità di speculare sul prezzo del Bitcoin senza effettivamente detenerlo.

Uno dei motivi principali per cui Antonopoulos pensa che un ETF sia una cattiva idea per Bitcoin è l'effetto di pseudo-centralizzazione che introdurrà nell'ecosistema: gli investitori che non hanno “chiavi” non avranno alcun ruolo da svolgere nei processi decisionali all'interno dell'ecosistema, mentre si avrebbe un'enorme concentrazione di potere nelle mani dei custodi che detengono le chiavi. "Gli ETF – dice Antonopoulos - fondamentalmente violano il principio di fondo del denaro peer-to-peer, in cui ogni utente non opera attraverso un custode ma ha il controllo diretto del proprio denaro perché ha il controllo diretto delle proprie chiavi".

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Maria Comotti

Giornalista e mamma, trasformo le mie passioni in scrittura e utilizzo la curiosità come lente di ingrandimento del reale. Cresciuta professionalmente nel quotidiano .Com dove mi occupavo di raccontare il mondo della pubblicità, del marketing e degli eventi, ho poi collaborato con Il Sole 24 Ore, Il Mondo e altre testate economiche. Ora scrivo anche di design, architettura, running e fintech.