BitClout: che cos'è e come funziona

BitClout è un nuovo social basato su blockchain decentralizzata. La novità è la possibilità di creare una propria cryptomoneta o acquistare quella di influencer.
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Francesco Perrotta
Laureato in Gestione d’Impresa, attuale studente del Napoli Fintech Lab
BitClout che cos'è e come funziona

Cos’è BitClout

BitClout è un nuovo social network esploso nelle ultime settimane in America e che potrebbe presto far parlare di sé anche in Italia. Clout deriva proprio dall’inglese “influenza”, ed è il caposaldo su cui si basa la piattaforma. Come vedremo in seguito, infatti, più si è popolari e più probabilità si hanno che gli utenti investano sui creator.

A differenza degli altri social a cui siamo abituati, quest’ultimo ha delle caratteristiche peculiari: è basato sulla tecnologia blockchain personalizzata ed è decentralizzato. Sarà possibile anche creare la propria cryptocurrency o investire in quella di altri personaggi noti. Da quello che si legge sul white paper del socialBitClout è un progetto completamente open source e non c'è nessuna azienda dietro. Sono solo monete e codice.”.

Come funziona

BitClout ricorda un po’ l’antenata versione di Twitter: la grafica si rifà ad un social dello scorso decennio. Non è ancora disponibile ufficialmente nessuna app per smartphone, anche se sul PlayStore c’è una versione beta: all’apparenza un porting in app malriuscito della versione per browser. Il login prende spunto dai wallet di crypto, in cui è obbligatorio inserire in sequenza 10 parole assegnate random dal sito ad ogni nuova registrazione.

Le features principali di BitClout, sono simili a quelle presenti anche negli altri social: è possibile pubblicare un post di 280 caratteri corredato da immagine, seguire altre persone e poco altro.

Come creare un profilo su BitClout

Creare un profilo su BitClout è molto semplice: la piattaforma assegnerà le 10 parole random da conservare scrupolosamente, pena l’impossibilità di accesso futuro e chiederà di inserire un numero di cellulare o un email. Dopo l’sms o l’email di conferma si potranno apportare modifiche al proprio profilo, aggiungendo una foto, seguendo persone, pubblicando stati o comprando BitClout per poi convertirle in Creator Coins.

Cosa sono i Creator Coins

La caratteristica principale su cui si basa l’intero social sono i Creator Coins, dei token legati alla persona e, come si legge nel white paper del social sono “asset class legata alla reputazione di un individuo”.

In maniera esemplificativa dovrebbero rispecchiare l’influenza sociale e il comportamento pubblico dell’individuo: se un individuo vince un Oscar, la moneta legata alla sua persona avrà un picco in positivo e si dovrebbe teoricamente apprezzare, portando una plusvalenza per i possessori.

Al contrario, uno scandalo legato all’individuo, potrebbe portare ad una vendita massiccia del token e al conseguente deprezzamento. Ogni nuovo utente sulla piattaforma ha una valuta associata alla propria persona e di conseguenza può essere negoziata da altri utenti iscritti.

Vantaggi per gli acquirenti dei token

I token seguono una classica logica di domanda-offerta: avranno un aumento di prezzo quando più utenti acquistano, una diminuzione quando più persone vendono. Il fine ultimo per la piattaforma è quello di permettere ad ogni utente di monetizzare la propria influenza.

In questo modo qualunque figura, a partire da un artista, un influencer fino ad un businessman possono essere “sostenuti” da utenti che credono nelle loro capacità; a loro sarà assegnato un “premio” dato dalla plusvalenza del token dal momento dell’acquisto fino all’eventuale vendita.

Alcuni vantaggi che i creators potrebbero offrire ai follower sono in primis la possibilità di commentare i post ed essere facilmente letti, avendo una priorità, oppure avere contenuti premium ed in anteprima.

Come acquistare BitClout e Creator Coins

Come già accennato, l’iscrizione a BitClout e la permanenza sul social sono gratuiti. Per far parte della schiera dei possessori di un Creator Coins, bisogna acquistare la moneta Bitclout.

L’unico modo attualmente possibile per acquistare l’altcoin è versare da un proprio wallet dei Bitcoin verso un indirizzo dato dalla piattaforma. Dopo l’accredito della cifra sul proprio profilo, quest’ultima sarà convertita in BitClout, dopodiché sarà possibile acquistare i Creator Coins.

Il valore attuale di cambio di BitClout è di circa 180$, destinato a fluttuare in positivo o negativo sulla base dell’acquisto e/o della vendita dell’altcoin. Il calcolo preciso del valore di un Creator Coin può essere fatto tramite un foglio messo a disposizione da BitClout o approfondendo le Bonding Curves.

L’unica limitazione, non da poco, allo stato attuale, sarebbe l’impossibilità di riconvertire BitClout in Bitcoin per farli rientrare nel proprio wallet e quindi l’obbligo di detenere BitClout per un periodo di tempo non ancora precisato. Attualmente il social starebbe implementando la funzione, ma non è ancora presente sul sito.

Creators già presenti sulla piattaforma

Sono già numerosi i creators presenti sulla piattaforma, ma bisogna fare una distinzione tra quelli attivi con un profilo “reclamato” e quelli preiscritti ma non attivi. I founder del social hanno precaricato sulla piattaforma i primi 15.000 utenti di Twitter in ordine di popolarità, indicando con un orologio grigio chi non ha ancora reclamato il profilo, e con un spunta blu gli account verificati.

Ad esempio il più popolare su BitClout è Elon Musk, che non ha reclamato ancora il profilo, ma il cui token è già ben oltre i 50 mila dollari. Chi tra gli influencer presenti già sulla piattaforma volesse richiedere il profilo, basterebbe twittare la propria chiave pubblica seguita da #bitclout; il profilo sarà assegnato nel giro di 48 ore.

Questa mossa di growth hacking permetterà alla piattaforma di farsi conoscere sempre più, soprattutto se personaggi influenti alla stregua di Musk decideranno di iscriversi e di conseguenza twitteranno la loro adesione alla piattaforma.

Rimanendo sull’esempio del patron di Tesla, la sola iscrizione alla piattaforma gli assicurerebbe un guadagno di oltre 5 milioni di dollari, in quanto BitClout assegna automaticamente una parte dei token comprati dagli utenti al creator. Quindi, in questo caso, con oltre 320 coin in circolazione per un valore di 53 mila dollari, il market cap è superiore ai 17 milioni di dollari, di cui 5 “detenuti” da Musk.

Privacy e controllo

Le prime critiche riguardo la gestione della privacy non si sono fatte attendere, in quanto da social decentralizzato resta il dubbio sul responsabile del trattamento dei dati, sulla gestione di commenti, siano essi non etici o addirittura sospetti. Le certezze si acuiscono qualora in futuro BitClout implementi anche le pubblicità a pagamento per gli inserzionisti.

Al momento la piattaforma comunica con gli iscritti tramite Diamondhands, un account anonimo che posta costantemente nuove features e nuovi aggiornamenti del social.

Founder ed investitori

Un nome sicuro dietro BitClout non sarebbe ancora di dominio pubblico, ma secondo alcune fonti si tratterrebbe di Nader Al-Naji, un ex ingegnere Google di ventisei anni. I probabiliinvestitori dietro BitCloud sarebbero di prim’ordine, tra tutti spiccano il fondo di venture capital Sequoia Capital, Andreessen Horowitz, Coinbase Ventures, Social Capital e Winklevoss Capital.

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Controversie legali per la piattaforma

Già dall’avvio non sono mancate le prime polemiche e controversie legali nei confronti della piattaforma. Le critiche maggiori sono arrivate da persone che hanno accusato BitClout di non aver richiesto nessuna autorizzazione all'uso dei propri dati personali o della propria immagine, venendo colti da grande sorpresa quando si son ritrovati tra i 15.000 preiscritti automatici presenti sul crypto social network.

Due noti legali americani, Preston Byrne e Stephen D. Palley, sono stati i primi a twittare contro il social, accusandolo di sfruttare il proprio nome e intimando di rimuoverli dalla piattaforma. Brandon Curtis di Radar Relay, invece, ha inviato un avviso legale per aver sfruttato il proprio nome senza autorizzazione.

Gestione dei Bitcoin degli utenti

BitClout ha raccolto dagli utenti, tramite l’acquisto di Creator Coins, oltre 160 milioni di dollari, convertiti da Bitcoin. Poiché attualmente non è ancora possibile riconvertire le proprie crypto in BTC, si inizia a pensare chi detenga questo ingente patrimonio e cosa ne abbia fatto in questi mesi; ancora maggiori dubbi sorgono sul continuo del progetto, facendo sorgere lecite domande sul valore futuro della crypto.

Conclusioni

Il futuro del nuovo crypto social network è tutt’altro che delineato. Se da un lato ci si chiede se tutti i social del futuro saranno in blockchain, dubbi permangono sulla decentralizzazione e la mancanza di un’entità designata o superpartes che controlli e decida su vari scenari che potrebbero occorrere.

BitClout è un progetto nato da pochi mesi e letteralmente esploso in America in poche settimane, grazie anche all’ausilio delle star che l’hanno pubblicizzato. Se sarà il futuro dei social o una moda passeggera pronta ad essere rimpiazzata da progetti più solidi, è ancora presto per dirlo.

La crescita esponenziale di notizie riguardo il mondo crypto e la presunta facilità con cui si farebbero percentuali di ritorno da urlo, sta portando sempre più utenti profani ad avvicinarsi a tutti i nuovi progetti per la FOMO (fear of missing out). Mai come in questo caso, l’obbligo di prestare attenzione è massimo, vista ancora la poca chiarezza che aleggia attorno al social.

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Francesco Perrotta

Laureato in Gestione d’Impresa, attuale studente del Napoli Fintech Lab