Banca Generali lancia hub d'innovazione con focus sul private banking

Banca Generali ha inaugurato il suo hub d'innovazione con focus sul mondo del private banking dove svilupperà soluzioni innovative d'investimento.
BG Training & Innovation Hub

Oltre 250 iniziative per un totale di quasi 2.000 ore, 5.000 tra contatti e passaggi, 30 corsi e 150.000 accessi: questi gli obiettivi per il 2020 del “BG Training & Innovation Hub”, il nuovo centro di Banca Generali dedicato alla formazione e all'innovazione nel private banking, pensato per permettere ai professionisti dell'istituto controllato al 50,1% dal Gruppo Assicurazioni Generali di confrontarsi con l’evoluzione dei servizi di consulenza e advisory, sviluppando nuove soluzioni negli investimenti insieme ai propri partner nell'asset management. Il “laboratorio”, presentato alla comunità finanziaria e alla stampa lo scorso 3 febbraio, è in via Achille Mauri 2 a Milano, all'angolo con lo storico stabile del Gruppo Generali di Corso Italia 6 (inaugurato il giorno stesso come nuova sede dei circa 200 private banker e relationship manager Banca Generali a Milano).

Aggregazione e scambio

Il BG Training & Innovation Hub è un’area di social working digital dove lavorare in team e confrontarsi sulle tematiche legate al fintech e agli investimenti. Distribuito su due piani, con 4 diverse sale a disposizione, il centro di innovazione coinvolgerà durante l’anno gli oltre 2 mila professionisti della rete Banca Generali impegnati a rotazione in un ricco palinsesto di proposte di formazione. Sarà anche “Il luogo dove fare innovazione – ha commentato introducendo la giornata Michele Seghizzi, Direttore comunicazione Banca Generali - sondando nuove proposte nella sfera del private banking, confrontandosi con fintech e startup anche sul fronte dei prodotti. Un approccio da hub, che mette insieme esperienze diverse”. Sull'importanza di essere aggregatori di idee, aperti al confronto e allo scambio, ha insistito anche Riccardo Renna, Chief Operating Officer di Banca Generali. “Il nostro laboratorio nasce come luogo in cui far evolvere e consolidare il ruolo della consulenza, in una logica di open banking, aggregando quindi diverse realtà e i vari innovation hub che già lavorano con noi. Ma è anche un'opportunità di essere vicini ai nostri consulenti finanziari, perché il digital senza vicinanza rimane tecnologia e non si trasforma in cambiamento”. Del resto, tra i macrotrend tecnologici del 2020, come osservato da Barbara Cominelli, Chief Operating Officer di Microsoft, in primo piano ci sarà proprio l'utilizzo dell'intelligenza artificiale al servizio delle varie funzioni aziendali, per arricchire in termini di dati e liberare tempo e intelligenza dei consulenti al servizio del cliente. Oltre alla multiesperienza e alla democratizzazione della tecnologia, anche privacy e sicurezza saranno un tema caldo accanto a quello della necessità di sviluppare ecosistemi, modello di business dove i competitor possano collaborare per ottenere tutti un vantaggio. “Se si pensa di fare tutto da sé, in casa – ha commentato Renna – non si va lontano. Meglio andare a vedere chi lavora meglio di noi su quel particolare tema, cercando partnership, in modo da acquisire il know how, spingendo quindi sul proprio processo e modello distintivo”.

Banca Generali Innovation Hub

La chiusura del cerchio di un processo strategico

La nascita del BG Training & Innovation Hub rientra perfettamente all'interno di una vision e di una mission sviluppate a partire da 4 anni fa, come ha spiegato Gian Maria Mossa, Amministratore delegato e Direttore generale di Banca Generali. “Essere la prima banca private per qualità di servizio, innovazione e sostenibilità, per stare al fianco dei nostri clienti in modo da costruire e prenderci cura dei loro progetti di vita. Come raggiungere questi obiettivi? Occorre essere davvero aperti all'innovazione e andare a cercare i partner migliori, in modo da essere una porta di accesso alle competenze”. Il concetto di architettura aperta viene quindi portato alla sua massima espressione per mettere i broker in condizione di avere i migliori servizi da offrire. Questo si è concretizzato nella scelta di partner per servizi particolari, prodotti e tecnologia come è avvenuto ad esempio con la nascita di BG Saxo, la Sim specializzata nel trading nata dall'unione tra il player di riferimento in Europa nel settore, Saxo Bank, e Banca Generali che insieme hanno lanciato la piattaforma Bg Saxo Investor, ne avevamo parlato qui.

Anche il tema della sostenibilità è molto sentito da Banca Generali, sia in termini di corporate governance che di approccio commerciale per i clienti, con l'implementazione in BG Personal Portfolio (la piattaforma proprietaria per la costruzione dei portafogli) che offre la possibilità di selezionare i prodotti ESG, misurandone anche i contributi sulle tematiche ambientali, di supporto sociale e a favore di governance efficienti attraverso un metodo quantitativo elaborato con il supporto di MainStreet Partners, per approfondimenti si veda qui. “Come Hub private – ha proseguito Gian Maria Mossa - ricerchiamo e sviluppiamo innovazione nell'offerta dedicata alla protezione patrimoniale, nella pianificazione finanziaria così come nel wealth management, affidandoci alla collaborazione con prestigiosi partner internazionali e a piattaforme fintech in continua evoluzione. Cosa rende sostenibile la mission? Aumentare la professionalità dei nostri consulenti finanziari. E lo facciamo tramite BG Lab, la nostra piattaforma di learning, e ora anche grazie al BG Training & Innovation Hub. Perché gestire la relazione con le persone non è una scienza esatta, c'è bisogno di confronto e di scambio di idee”. Tanto più in una dimensione come quella attuale dove il banker diventa l'interlocutore di riferimento, il regista di relazioni, l'interprete di dati e il creatore di opportunità esclusive.

All'inaugurazione hanno portato il proprio contributo anche l’Assessore alla Trasformazione Digitale del Comune di Milano Roberta Cocco che ha sottolineato l'importanza delle partnership tra pubblico e privato, per rendere Milano sempre più innovativa, aperta e internazionale e l’Amministratore Delegato della startup italiana Datrix, Fabrizio Milano d’Aragona, che si è soffermato sull'eccessiva lentezza degli operatori a recepire l'innovazione e sulla necessità di confrontarsi su casi concreti, senza ragionare in un'ottica di torre d'avorio.