Azimut e Mamacrowd lanciano ELTIF sul crowdfunding: intervista ai protagonisti

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Paolo Martini, Amministratore Delegato di Azimut e Dario Giudici, Cofondatore e Presidente di Mamacrowd.
azimut e mamacrowd paolo martini dario giudici

Presentati

Paolo

Sono Paolo Martini, Amministratore Delegato e DG Azimut Holding, Presidente Azimut Libera Impresa. Amante dell’innovazione.

Dario

Sono Dario Giudici, Co­fondatore e Presidente di Mamacrowd. Ho iniziato la mia carriera nel Private Banking, assistendo i clienti nei loro investimenti personali, inclusi angel investing deals. Sono laureato in Banking, Finance and Insurance e ho trascorso due anni a Londra, lavorando per le maggiori banche d'investimento e per il derivatives stock exchange.

Istituzionali e piattaforme di crowdfunding: quali sono i vantaggi di collaborare insieme?

Paolo

Da un lato ci sono capitali che mai come oggi sono alla ricerca di rendimenti interessanti, dall’altro lato ci sono tantissime idee valide che aspettano validi supporti finanziari. Si tratta di un mix perfetto che esalta un supporto concreto al nostro Paese, alla voglia di fare impresa, con uno sguardo al futuro grazie ai giovani e al loro entusiasmo. Si tratta di un operazione win-win per tutti che farà evolvere il modo di investire e di fare impresa.

Dario

I vantaggi sono molteplici da entrambe le parti: sicuramente questo tipo di collaborazione permette agli investitori crowd di allargare i propri orizzonti di investimento, affidandosi all'esperienza di un’istituzione come Azimut. Lato azienda, in raccolta c’è la possibilità di avere un contributo non indifferente e soprattutto la referenza di un investitore professionale di livello, che ha creduto in lei. Credo che quelli citati possano essere degli importanti ingredienti per contribuire alla ripartenza dell’economia.

A ormai due anni di entrata in vigore della PSD2, cosa pensate dell'applicazione di questa direttiva nel nostro Paese?

Paolo

Siamo ancora indietro, poco è stato fatto rispetto alle potenzialità perché non è un tema di normativa (seppur necessaria) ma di cultura diversa. Bisogna avere il coraggio di osare e seguire strade nuove per ottenere rendimenti per chi investe (con la giusta attenzione e la corretta diversificazione) e coraggio per accedere a nuove e più moderne forme di finanziamento (lato debito o equity) per chi inizia una nuova impresa.

Dario

La direttiva europea PSD2 ha un ruolo nell’accelerazione della digital transformation in Italia, si tratta di un grosso passo avanti per garantire sempre più tracciabilità, trasparenza e sicurezza. Non solo per chi lavora nell’ambito finanziario ma soprattutto per l’utente finale, offrendo la possibilità di effettuare operazioni veloci, sicure e customizzate grazie alla possibilità di condivisione dei dati finanziari.

Come si posiziona Azimut per quanto riguarda il fintech?

Paolo

Il mix fra fattore umano e tecnologia è fondamentale per restare sul mercato nei prossimi anni. In azimut siamo da sempre pionieri su tanti temi e oggi, anche nel fintech, abbiamo lanciato una serie di progetti innovativi come il token, le partnership con EPIC e Borsa del credito e altri progetti dirompenti legati al connubio tecnologia e imprese che racconteremo al mercato nei prossimi mesi. Vogliamo diventare polo di aggregazione di idee e continuare a giocare il nostro ruolo di alternativa al canale bancario.

La pandemia è una minaccia o un'opportunità per lo sviluppo dell'equity crowdfunding nel nostro Paese? Perchè?

Dario

Come testimoniano diversi report di settore, l’equity crowdfunding è cresciuto in maniera esponenziale nel 2020, raccogliendo più di 120 milioni di euro in Italia. Credo non si possa parlare di minacce e opportunità ma che tutto dipenda dall’azienda che inizia una campagna. L’equity crowdfunding ha subito le conseguenze negative legate alla pandemia nella parte centrale del 2020, ma è riuscito a riprendersi dopo aver compreso che sono proprio le imprese più innovative a trarre beneficio in momenti come questo, grazie all’uso della tecnologia che può sopperire alla fisicità in molte azioni quotidiane.

Cosa serve all'ecosistema fintech del nostro Paese per crescere?

Paolo

Servono 3 cose: Un sistema fiscale che agevoli gli investimenti in questo mondo ampliando le agevolazioni per start-up /PMi innovative e PIR Alternativi. Serve un’industria dell’asset management che ci creda veramente per alimentare flussi di investimenti su aziende grazie alle realtà fintech che oggi sono sul mercato (e quelle che arriveranno). Con i numeri oggi limitati basta poco. Serve che non ci sia una difesa estrema dello status quo da parte di chi oggi governa il mercato, le banche in primis. Il mondo corre e dobbiamo abbracciare e valorizzare il cambiamento e non fare lobby per evitare che le cose accadano.

Dario

Servirebbero sicuramente processi più snelli soprattutto a livello burocratico, che possano semplificare le operazioni svolte, mantenendo però sicurezza e trasparenza. Ma l’elemento che ancora forse più manca è la conoscenza delle soluzioni fintech da parte delle piccole e medie imprese italiane. Il beneficio può essere grande, ma l’imprenditore medio deve fare un salto di mentalità, vincere la diffidenza e i timori, e essere pronto a sperimentare.

In che modo ELTIF ALICrowd si inserisce all'interno della vostra offerta dedicata a supporto delle piccole e medie imprese italiane?

Paolo

Si tratta di un tassello importante nel verticale di prodotto del Venture Capital. Oggi in Azimut Libera Impresa sono presenti 4 diverse linee di business: Private equity, Private Debt, Venture Capital e Real Estate. In questi anni abbiamo democratizzato il mondo degli investimenti nei mercati privati tracciando la strada per tanti altri. I nostri 25.000 clienti nel perimetro dei prodotti alternativi e gli oltre 2,2 Miliardi di euro che gestiamo sono la testimonianza tangibile che siamo sulla strada giusta. Grazie ad Alicrowd diversifichiamo gli investimenti dei nostri clienti e apriamo una nuova strada che coinvolge le startup e le PMI unendo due mondi fino ad oggi ancora distinti.

Come funziona ALICrowd e chi può accederci?

Dario

ALIcrowd è un fondo di venture capital da 25 milioni che potrà affiancare, all’interno di campagne di equity crowdfunding, la parte crowd con un co-investimento minimo di 500 mila euro su ogni impresa selezionata. Il fondo è destinato a statup e PMI innovative con sede in Italia, che abbiano un modello di business dimostrato e pronte a scalare. Le aziende possono candidarsi attraverso la call for action “Mama Fund & Crowd” entro la fine di giugno 2021.